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Un pò di storia...

 

La grotta prende il nome dalla presenza all’esterno di un caratteristico arco di roccia, testimonianza di una cavità appartenente allo stesso complesso poi crollata, si apre a 3 km dal centro di Bellegra, in un’area caratterizzata da intensi fenomeni carsici di superficie e di profondità in località Pantano, zona ottenuta nel 1911 dal prosciugamento di un preesistente lago per utilizzazione agricola. Venne esplorata nel giugno 1925 dal Circolo Speleologico Romano, poi nell’aprile 1966 il Gruppo Speleologico Grottaferrata riuscì a forzare la strettoia finale, arrivando all’attuale fondo.

Uniche nella provincia di Roma, sono oggi facilmente raggiungibili grazie alla recente pavimentazione della strada rurale. La visita delle grotte risulta estremamente suggestiva per la ricchezza di stalattiti, stalagmiti, inghiottitoi, camere e per l'osservazione della fauna di grotta, in particolare chirotteri, anfibi e ancora micro e mesofauna tipica di tale strutture. La grotta si estende in lunghezza piuttosto che in profondità consentendo un accesso relativamente agevole. All'esterno si può godere di un'area verde con un caratteristico ponticello che scavalcando il torrente che proviene dalla grotta ci porta all'arco naturale in pietra da cui il sito prende il nome.

La nota cavità, una risorgente sub orizzontale lunga oltre 1 km e con un dislivello positivo di +14 m percorsa da un torrentello perenne, alterna gallerie di ampie dimensioni a strettoie e forre, e alcune consistenti sale, con ampio corollario di erosioni fluviali, limpidi laghetti e concrezioni alabastrine di vario genere, oltre alla possibilità di potervi osservare rari esemplari di fauna ipogea come chirotteri, anfibi e microfauna. In un deposito alluvionale all’interno è stato anche rinvenuto un dente di Ursus speleo. Altra importante peculiarità, che non trova riscontro in nessuna altra grotta dell’Appennino, la presenza poco oltre l’ingresso di pitture rupestri preistoriche sotto forma di figure antropomorfe dipinte in alto su una parete, databili alle ultime fasi del Neolitico e alla prima età del Bronzo e del Rame (4-3.000 a.C.), segno inequivocabile di una frequentazione umana assai antica, un luogo sacrale forse collegato al culto delle acque.

 

pianta

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Chiusura della Grotta per ibernazione dei Chirotteri!

Per tutelare il letargo della colonia di pipistrelli all'interno della grotta, il sito rimarrà chiuso per tutta la durata dell'Inverno.

Ci rivediamo ad aprile 2019!

Noi possiamo entrare

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